Creano denaro dal nulla: banche fabbriche di debiti - RQI®

Creano denaro dal nulla: banche fabbriche di debiti

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Poiché ti ho parlato di debiti, se c’è un debito, significa che c’è anche un creditore. Qual è quindi l’origine di questo “virus” che affligge la nostra società? Per trovare risposta, dobbiamo risolvere prima un altro quesito: chi crea il denaro?

FABBRICHE DI DEBITI

Se pensi ancora che siano le banche centrali a creare il denaro, stai commettendo un errore. Sulle banconote che usiamo quotidianamente c’è scritto “Banca Centrale Europea”. Ma quelle banconote non rappresentano che una minima parte della totalità delle transazioni di denaro che possiamo utilizzare nel nostro Sistema.

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Rifletti: per fare i tuoi acquisti, usi solo contanti? Ovvio che no. Anche perché, per legge, come abbiamo già visto, non è più possibile farlo per cifre superiori a 999 euro. Oltre i 1000 euro, devi usare assegni o bancomat, carte di credito o bonifici. Ma non contanti.

Ebbene: tutte queste forme di pagamento sono semplici numeri che si spostano da un conto corrente all’altro. Non esiste più una cassaforte che contenga tutti quei soldi. Lo stereotipo rappresentato da un famoso papero di Walt Disney è solo pura fantasia.

Quindi, chi genera quei “numeri” che si spostano da un conto corrente a un altro, attraverso l’uso di un computer?

Nel recente libro “Where does money come from?” scritto da Josh Ryan-Collins, Tony Greenham, Richard A. Werner e Andrew Jackson, viene analizzata la situazione del mondo anglosassone. Stando alla loro ricerca, in Gran Bretagna solo il 5% del denaro circolante è creato dalla Banca Centrale. Il restante 95% è creato dalle banche commerciali attraverso il meccanismo del credito, cioè attraverso l’emissione di prestiti. Ossia debiti.
Questo dato si riferisce al mondo anglosassone, ma in Europa possiamo dire che la situazione è pressoché identica.

CREDITI E DEBITIcrediti-debiti

Dire che il denaro è creato da qualcuno che lo emette come credito, significa affermare che quello stesso denaro sarà un debito per qualcun altro. Ovvero per chi quel denaro lo utilizzerà.
Nello stesso modo in cui, come abbiamo visto nel nostro precedente “gioco di ruolo”, Elizabeth ha chiesto in prestito un lingotto per comprare il villino dei suoi sogni. Allo stesso modo tu oggi puoi chiedere in prestito 100mila euro per comprare un appartamento.

Così, se oggi chiedi 100mila euro come credito, a quel credito corrisponde un debito che potremo ripagare in vent’anni. Quanto ci costerà l’intera operazione? Con i tassi d’interesse attuali, si può arrivare anche al doppio del valore di partenza.

Quindi, al 95% della base monetaria corrisponde un debito, che dovrà essere ripagato con gli interessi. Questi sono ulteriori soldi che addirittura nemmeno esistono. Ciò significa che all’aumentare della base monetaria aumenteranno (e di più, perché ci sono anche gli interessi da ripagare!) anche i debiti.

Quindi, i soldi che utilizziamo tutti i giorni corrispondono a debiti. Inoltre ora sappiamo anche che l’unico modo che abbiamo per ripagare tali debiti, nel sistema attuale, è richiedere altri soldi in prestito. E quindi fare altri debiti.

Com’è possibile? E perché nessuno ce lo dice?

In realtà, qualcuno che lo dice c’è. Vediamo cosa ci rivelano alcune fonti autorevoli.

Martin Wolf, caporeadattore del Financial Time, nel 2011 scriveva: «L’essenza del sistema monetario contemporaneo è la creazione di denaro dal nulla, da parte delle banche private, attraverso prestiti, spesso sregolati».

Prova a farlo leggere alla tua vicina di casa, fedele consumatrice di telegiornali, che diffida sempre di chiunque e di qualunque cosa. Potrebbe risponderti: «Figuriamoci se i giornalisti scrivono la verità! Sarà la solita bufala per inventarsi uno scoop inesistente e vendere più copie del proprio giornale!».

E allora cerchiamo un’altra fonte.

Il bollettino ufficiale della Bank of England, nel numero 3 del 2007, riporta: «Il ruolo di gran lunga più grande nel creare moneta circolante è ricoperto dal settore bancario. Quando le banche fanno prestiti, creano depositi aggiuntivi per chi si indebita».

La tua vicina, potrebbe ancora obiettare: «Ma quella è l’economia inglese, sarà un caso particolare. Si sa che gli isolani fanno tutto il contrario degli altri… guidano pure a sinistra! E poi l’economia fa riferimento da sempre sul dollaro».

200px-1_dollaro_monetaLA SITUAZIONE DEL DOLLARO AMERICANO

Un documento della Federal Reserve Bank di Chicago titolato “Modern Money Mechanics” datato 1961, ristampato identico nel 1992 e tutt’oggi considerato valido. Qui potrai leggere: «L’attuale processo di creazione del denaro avviene primariamente nelle banche private».

La vicina potrebbe rinfacciarti ancora una volta: «Ma quelli sono americani, figurati se è così anche da noi in Italia, noi abbiamo l’euro!»

E allora vediamo cosa succede in Europa, con l’euro.

Facciamo riferimento alla Bundesbank e ad un testo del 2009 titolato “Geld und Geldpolitik” (ovvero: “Denaro e politica monetaria”). Al suo interno si  sottolineava: «Nell’eurosistema, la moneta è creata primariamente attraverso l’estensione del credito bancario. (…) Le banche commerciali possono esse stesse creare denaro».

A questo punto, anche alla tua vicina credo che non serva altro. E’ evidente che ci troviamo in un Sistema in cui la maggior parte della moneta che utilizziamo è un debito emesso dalle banche private. E per ripagare quel debito dobbiamo fare altri debiti, altrimenti dove troveremmo i soldi per ripagare anche gli interessi?

LA RIVELAZIONE SCHOK DELLA BANK OF ENGLANDbank-of-england

Anche nel 2014, la Bank of England ha pubblicato un report e un video disponibili su internet che spiegano esattamente come è creato il denaro. Il report è apparso per la prima volta sul numero 1 del “Quarterly Bulletin 2014”. Il titolo è “Money creation in the modern economy” ed è stato scritto da Michael McLeay, Amar Radia e Ryland Thomas, del Bank’s Monetary Analysis Directorate.

Ecco alcuni dei punti fondamentali del report: “La creazione monetaria in realtà differisce da alcune errate convinzioni comuni. Le Banche non agiscono solo come intermediari, prestando i depositi dei risparmiatori. E nemmeno operano limitandosi a “moltiplicare” il denaro stampato dalle banche centrali.” Esse creano denaro. Anche questo articolo spiega come la maggior parte del denaro nell’economia moderna è creato dalle banche private, facendo prestiti.

Ecco perché l’economia deve continuare a crescere. Perché se noi non produciamo profitto, chi paga quei debiti? Chi fa nuovi debiti e si indebita di nuovo per pagare i vecchi debiti?
Questo sistema è pensato per andare avanti “a suon di debiti”, con una crescita continua. Prima ci si indebita, poi si fanno altri debiti per pagare quelli vecchi. E di nuovo, in un crescendo di prestiti e debiti continui ed esponenziale.

Un sistema del genere, può andare avanti solo se concepito in una realtà di crescita infinita. Ma la nostra economia è inserita in un mondo dalle risorse limitate, ed è altrettanto destinata ad avere un limite, prima o poi. Il sistema dei debiti che utilizziamo oggi non considera affatto i limiti strutturali del mondo in cui viviamo, in relazione alle persone che lo abitano. È un’utopia vivere in un sistema che si basa su un’ipotesi di crescita infinita, ma che è posizionato in un contesto finito e limitato: il pianeta Terra

soldi-dal-cilindroLA LOTTA SUL CONTROLLO DELL’EMISSIONE DEL DENARO 

Fino alla metà del secolo scorso il ruolo delle banche private è stato “controllato” e “limitato” da un sistema di regole e dalla possibilità per lo Stato di intervenire direttamente con la creazione monetaria. Uno Stato, in quanto detentore del potere legislativo, può creare le regole del suo sistema monetario. Può scegliere come effettuare nuovi investimenti senza alzare le imposte: facendo debiti o stampando nuova moneta.

Nella seconda metà del XX secolo la seconda opzione è stata sempre più relegata. A “eccezione”, grazie ad un lavoro di lobbing del mondo bancario privato, volto ad evidenziare a livello accademico soprattutto i lati negativi della creazione monetaria pubblica. In particolare il rischio “inflazione” e ad alimentare una globalizzazione che è stata prima di tutto monetaria.

Con l’Euro e la nascita della BCE il sistema bancario privato in Europa ha ottenuto l’egemonia sulla creazione monetaria. Questo ha dato alla BCE il ruolo di controllore e garante di questa egemonia. Così ora uno Stato europeo può alimentare la spesa solo con le tasse o con i debiti. Non può più emettere nuova moneta. In apparente contraddizione, è stato di recente imposto il pareggio di bilancio statale per ridurre l’impatto del debito ormai irredimibile.

Poco importa se il deficit statale è una componente strutturale.

Gli USA ad esempio hanno un deficit statale di oltre il 50% annuo (cioè lo stato spende il 50% più di quanto incassa). Non potrebbero mai sostenere il pareggio di bilancio e rinunciare al ruolo della FED come “compratore/prestatore” di ultima istanza. Mentre l’Italia è ora costretta per legge al pareggio del bilancio statale. Poco importa se non l’ha mai raggiunto da quando è nata.

Oggi più del 90% del denaro circolante nel mondo occidentale, siano dollari, euro, sterline o yen, non è stato emesso da banche centrali. E’ stato emesso “digitalmente” dal sistema bancario privato, come prestiti, dal nulla, creando nuovi debiti. Se con la vittoria del sistema bancario privato i debiti sono rimasti l’unico modo per alimentare la “crescita monetaria”, in un mondo che cresce i debiti possono solo crescere.

Noi viviamo comunque in un pianeta “finito” e non “infinito”. L’indebitamento ha raggiunto un livello insostenibile, per evitare il rischio di un “default” a catena e il crollo del sistema stesso. Per questo il mondo bancario ha deciso di “auto-limitarsi” nell’unico modo possibile: riducendo l’erogazione di prestiti. Ed è per questo che ad esempio in Italia la crescita si è bloccata. Il Pil è iniziato a calare e siamo entrati in “recessione”. Non è più possibile curare i debiti con nuovi debiti e la recessione ne è la conseguenza inevitabile. Un vero paradosso.

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Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

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