RQI® e Medicina Ufficiale uno contro l’altro?

No: sono due approcci assolutamente complementari!

Sono sempre di più i medici che praticano l’RQI® non solo su sé stessi, ma anche con i propri pazienti che acconsentono.

Il nemico numero uno della salute è lo stress: su questo punto di partenza la medicina e il Metodo RQI® parlano la stessa lingua.
Sono numerosi infatti gli studi che dimostrano l’impatto che ha lo stress sullo stato di salute dell’essere umano. Il primo a parlarne, nel 1956, fu il medico austriaco Hans Selye che dopo una serie di esperimenti definì ‘sindrome generale di adattamento’ il complesso di alterazioni della fisiologia dell’organismo stressato.

Da allora studi, esperimenti e definizioni si sono moltiplicati e oggi la medicina riconosce lo stress come uno dei fattori più rilevanti nella genesi delle patologie più diffuse, soprattutto nei paesi industrializzati.

Addirittura uno studio del 2009 dell’Aisic (Associazione italiana stress e invecchiamento cellulare) arrivò a indicare un dato impressionante: il 70% degli italiani muore per malattie causate da stress.

Il Metodo RQI® sviluppato da Marco Fincati parte proprio da questa consapevolezza e si pone l’obiettivo di cercare quale sia lo stress alla base delle patologie dell’essere umano. E lo fa interrogando direttamente l’inconscio, quella parte della nostra mente che ha il vero controllo della nostra vita e che ha in sé tutte le risposte. Se è vero dunque che ogni problema contiene in sé la soluzione, ecco che si apre la strada dell’autoguarigione, ossia della consapevolezza di avere in noi la giusta risposta alla malattia proprio grazie all’individuazione dello stress che l’ha causata.

Se qui Medicina Occidentale e Metodo RQI® sembrano dunque prendere due strade diverse per via dell’approccio e delle terminologie usate, in realtà le cose non stanno proprio così. “Il metodo viene recepito bene anche in una cultura come la nostra che si basa sulla medicina tradizionale – spiega Marco Fincati -, c’è una grande apertura ai concetti della meccanica quantistica e della medicina tradizionale cinese. Vent’anni fa l’agopuntore era uno stregone, oggi è riconosciuta come terapia dall’OMS. Occidente e oriente si stanno unendo in questa nuova cultura”.

A darne prova sono le testimonianze rilasciate da professionisti della salute che hanno frequentato i corsi e utilizzano il metodo RQI® su di sé e sui propri pazienti.

“Marco Fincati è riuscito a distillare delle metodiche molto efficaci ma nello stesso tempo semplici – commenta Franco, medico che da 30 anni si occupa di medicina naturale -, che non richiedono lunghi studi o un background scientifico importante. Con queste tecniche si riesce a sciogliere lo stress che impedisce al corpo di raggiungere le proprie capacità di autoguarigione. Sono metodi che anche applicati sui pazienti danno risposte rapide e sono utili anche per auto-mantenere lo stato di salute”.

E’ vero che per chi si occupa di medicina naturale può forse essere più facile approcciarsi a un metodo olistico come RQI®, ma non mancano le testimonianze anche di medici “tradizionali”. “Ho risolto un problema al collo che non riuscivo a risolvere in nessun modo – racconta Cecilia-, tramite una tecnica che ho appreso al Master. Ho avuto un cambiamento anche a livello mentale, psicologico, spirituale. Ho notato dei cambiamento nei miei atteggiamenti nei confronti delle situazioni e con i pazienti”. Carla invece racconta di aver imparato tecniche “che mi daranno aiuto prima di tutto per me e poi anche per i miei pazienti se me lo permetteranno. Sono riuscita ad aiutare una persona cara con un problema serio che va avanti da anni, una stenosi del canale midollare con dolori non controllabili se non con forti antidolorifici. Ho applicato due tecniche imparate qui e sono riuscita a togliergli il dolore”.

“Il metodo RQI® – commenta il cofondatore di Q Institute Enrico Caldari – viene utilizzato spesso in maniera complementare alla medicina ufficiale, permette di ridurre gli effetti collaterali dei farmaci, riducendo gli stress causati dalle terapie più invasive, e permette di ottimizzarne i risultati. Lavorare a livello interiore, in maniera olistica, può potenziare gli effetti della medicina”.

RQI® è dunque uno strumento che va a braccetto con la medicina, si può abbinare a qualunque tipo di terapia svolgendo il suo peculiare compito, ossia quello di individuare blocchi e paure interne che allontanano la persona dalla soluzione di un problema o di una malattia. Sono proprio i fondatori di Q Institute, Marco Fincati ed Enrico Caldari, a consigliare caldamente a tutti coloro che intraprendono il percorso di rivolgersi sempre e comunque al proprio medico per la diagnosi. Perché RQI®, ribadiscono ad ogni corso, è qualcosa di complementare alla medicina. Dunque in caso di problemi di una certa importanza l’indicazione è sempre quella di rivolgersi al proprio medico e di seguire le terapie consigliate, che possono comunque essere affiancate dal metodo RQI®. E di rivolgersi di nuovo al medico anche per la diagnosi di completa guarigione. In caso si tratti di un piccolo problema o fastidio, il consiglio di Fincati e Caldari è di provare a risolverlo con l’RQI® e di rivolgersi al medico nel caso in cui il metodo non dia il risultato sperato.

“Le possibilità del metodo infinite – conclude Caldari -, di cui si stanno rendendo conto sempre di più i professionisti di diversi settori: medici e terapeuti di ogni genere, non solo in Italia ma in tutto il mondo”.

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