Area riservata Masteristi RQI

Ripasso Master RQI

Un video di riallineamento per riprendere in mano il Master, chiarire i passaggi principali e capire come procedere in modo ordinato.
Ripasso Master Applicazione personale Riattivazione online Ripassi in aula
Guarda prima il video

Ripasso operativo per Masteristi

Questo contenuto è pensato per chi ha già fatto il Master e vuole rientrare nel lavoro in modo pratico: meno teoria, più applicazione, più chiarezza su cosa fare adesso.

Consiglio: guarda il video una volta intera, senza interruzioni. Poi torna sui passaggi che senti più importanti per il tuo momento attuale.
Sintesi del ripasso Master

Questo ripasso Master è stato pensato come una riattivazione pratica per tutti i Masteristi RQI, soprattutto per chi ha fatto il percorso da tempo, lo ha lasciato fermo per mesi o anni, oppure sente il bisogno di rimettere ordine nelle tecniche, nelle priorità e nell’applicazione quotidiana.

1. Perché fare questo ripasso

Marco ha chiarito fin dall’inizio che il Master non è un contenuto da “archiviare” dopo averlo frequentato. È uno strumento di lavoro su di sé che va ripreso, riordinato e usato. La serata è servita proprio per rispondere alle domande dei Masteristi, chiarire dubbi pratici e ricordare l’ordine corretto con cui applicare le tecniche.

È stato spiegato che chi ha fatto il Master prima del 2025 potrebbe non avere ancora integrato alcune parti del percorso Professional, inserite nelle edizioni più recenti per rendere il lavoro più preciso, soprattutto nella ricerca dei punti di conflitto, dei prioritari e dell’ordine corretto di applicazione.

2. Messaggi di vita: come leggerli e cosa fare

Una delle prime domande ha riguardato i messaggi di vita emersi durante il lavoro di gruppo o nelle pratiche personali. Marco ha spiegato che i messaggi di vita vanno sempre testati: se risultano forti possono essere indicazioni utili, orientamenti o suggerimenti del proprio sistema; se risultano deboli, invece, vanno trattati come stress da bilanciare.

Il punto chiave è non prendere il messaggio solo come “frase bella” o intuizione mentale: va verificato. Se il messaggio tocca un conflitto, divide, indebolisce o attiva stress, allora va trasmutato con il metodo, esattamente come si farebbe con un altro elemento debole.

3. Biotecnologie, Q Disk e applicazione pratica

È stato affrontato anche il tema dell’utilizzo delle Biotecnologie Olistiche, in particolare dei Q Disk. Marco ha chiarito che molte indicazioni presenti nei materiali pubblici vengono oggi scritte con maggiore attenzione per motivi normativi e comunicativi, ma a livello pratico molti corsisti continuano a usare i dispositivi secondo l’esperienza acquisita negli anni.

È stato ribadito che le biotecnologie possono essere un grande supporto, ma devono essere usate con buon senso, distinguendo sempre l’uso personale dal lavoro professionale su altre persone.

4. Lavorare su altre persone: attenzione, ordine e responsabilità

Un passaggio molto importante della riunione riguarda il lavoro sugli altri. Marco ha ricordato che il Masterista deve prima di tutto usare il Metodo RQI su di sé. Applicare tecniche profonde ad altre persone senza essere preparati, senza ruolo professionale, senza esperienza sufficiente o su parenti stretti può creare confusione e problemi.

È stato fatto l’esempio dei familiari: lavorare su un parente può essere delicato perché si può essere parte del conflitto stesso. Per questo Marco ha consigliato di non improvvisarsi terapeuti e, quando una persona non sa testarsi o ha bisogno di un lavoro più profondo, di indirizzarla ai facilitatori.

Il principio è chiaro: prima si impara ad autostare bene, poi eventualmente si può pensare ad aiutare gli altri in modo strutturato. Chi sente davvero la chiamata professionale può valutare il percorso corretto per diventare facilitatore o collaborare con RQI.

5. Ordine delle soluzioni: Materia, Energia, Spirito e Master

Diversi Masteristi hanno chiesto come comportarsi quando, testando uno stress o un problema, emergono più soluzioni: Materia, Energia, Spirito e Master. Marco ha spiegato che non bisogna saltare automaticamente alle tecniche Master pensando che siano “più alte” e quindi sufficienti da sole.

Se emergono più soluzioni, vanno applicate. Negli anni è stato osservato che chi applicava tutte le soluzioni risultate necessarie otteneva maggiore efficacia rispetto a chi ne applicava solo una parte. Quindi, se escono Spirito e Master, si lavora su Spirito e Master; se escono anche Materia o Energia, si valuta come applicarle secondo il protocollo.

Quando emergono soluzioni di Materia o Energia, possono entrare in gioco acqua informata, alimentazione, Q Disk o altri supporti, testando anche per quanti giorni usarli e quando è appropriato riprendere la seduta.

6. Quando non si finisce una seduta

È stata chiarita anche una situazione molto comune: cosa fare se durante una seduta personale emergono molti elementi e non si riesce a completare tutto nello stesso giorno. Marco ha spiegato che, su di sé, si può continuare anche il giorno dopo, ma è importante testare se è appropriato e sicuro proseguire.

In pratica, invece di forzare, il Masterista può chiedere al proprio sistema se è corretto completare il lavoro il giorno dopo, dopo due giorni o dopo tre giorni. Il corpo e il sistema energetico devono poter sostenere il lavoro; non sempre fare di più significa fare meglio.

Se durante il periodo di integrazione emerge un nuovo stress urgente, si può bilanciare quello specifico senza dover rifare necessariamente tutta la seduta completa.

7. Prioritari: cosa sono e come usarli

Un altro punto centrale è stato il tema dei prioritari. Quando emergono molti stress, non è sempre necessario lavorarli tutti nello stesso modo. Il lavoro sui prioritari serve a individuare l’ordine corretto e gli elementi davvero centrali in quel momento.

È stato spiegato che, una volta trovati e bilanciati i prioritari nell’ordine corretto, spesso gli altri stress collegati risultano già forti o comunque meno rilevanti. Se qualcosa non torna nella procedura, o se lo stesso numero/stress continua a ripetersi, può essere utile testare se c’è un messaggio di vita oppure se è necessario rivedere la procedura dal manuale.

8. Coerenza, presenza e tecnica 11

È stato affrontato anche il tema della tecnica 11, collegata alla coerenza. Marco ha chiarito che non è indispensabile dipendere sempre da strumenti di misurazione esterni. L’obiettivo del Metodo RQI è portare la persona a sentire e riconoscere lo stato di coerenza, non a dipendere da macchinari, app o dispositivi.

La pratica indicata è semplice: respirare, entrare nel punto Ara, collegarsi al terzo occhio, cercare uno stato di eusentimento, mettere davanti il foglietto o lo stress, osservare cosa emerge e verificare se il processo è completo. Se emergono pensieri o interferenze, si ritorna alla coerenza e si ripete.

Il messaggio pratico è forte: coerenza e presenza sono la base. Le tecniche servono a rimuovere ciò che impedisce di entrare in quello stato e mantenerlo.

9. Tecnica 7, benefici secondari e conflitti nascosti

È stato chiesto cosa fare quando rimane uno stress collegato alla tecnica 7 ma non si trova subito l’elemento da abbinare. In quel caso è stato suggerito di cercare il conflitto nascosto dietro quello stress, oppure un possibile beneficio secondario.

L’indicazione pratica è chiedersi: “Quale conflitto nasconde questo problema dentro di me?” oppure “Che beneficio secondario c’è nel mantenere questo stress?”. Da lì si può testare e trovare l’elemento corretto da associare per completare il bilanciamento.

10. Il libro, la coerenza e l’acqua

Durante il ripasso si è parlato anche del nuovo libro e della sua forza informazionale percepita da diversi Masteristi. È stato suggerito, per chi lo sente coerente, di usarlo anche come supporto durante la pratica di coerenza, ad esempio mettendo un bicchiere d’acqua vicino al libro mentre si lavora sulla presenza.

Anche in questo caso il punto non è creare dipendenza da un oggetto, ma usare ogni supporto come aiuto per entrare più facilmente nello stato di coerenza e presenza.

11. Master online, ripassi in presenza e riattivazione

Una parte importante della serata ha riguardato la riattivazione del Master online nell’area riservata. Alcuni Masteristi hanno chiesto come procedere per riottenere accesso o sblocco dei materiali. È stato chiarito che, quando necessario, bisogna rispondere alle comunicazioni ricevute o confrontarsi con il team/facilitatori per verificare la situazione e attivare correttamente il percorso.

Marco ha anche invitato chi può a partecipare ai ripassi in presenza, perché il Master dal vivo dà un’esperienza molto diversa rispetto al solo online: gruppo, pratica, confronto, continuità e sostegno reciproco rendono il lavoro molto più concreto.

12. Il valore del gruppo e dei microgruppi di coerenza

Nella parte finale la riunione si è allargata a una visione più ampia: il valore dei gruppi, della coerenza collettiva e della possibilità di creare microgruppi locali capaci di sostenersi nel tempo.

È stato ricordato che nei momenti di crisi le persone si uniscono più facilmente, ma appena la pressione cala tendono a tornare alle vecchie abitudini. Per questo il vero lavoro è creare gruppi stabili prima dell’emergenza, non solo quando arriva la paura.

L’obiettivo non è creare un nuovo guru o una dipendenza da Marco Fincati, ma formare persone capaci di fare la propria parte, praticare coerenza, organizzarsi e diventare punti di riferimento nel proprio territorio.

13. La direzione futura di RQI

Marco ha condiviso anche una riflessione personale sulla necessità di far crescere RQI oltre la sua figura individuale. Il limite di un metodo potente, se resta sulle spalle di una sola persona, è che non può espandersi davvero. La sfida è costruire un gruppo di persone autonome, responsabili e coordinate.

È stata espressa la volontà di riattivare i gruppi di coerenza, valorizzare i facilitatori preparati, sostenere i Masteristi che hanno ancora “la scintilla” e creare una rete capace di reggere nel tempo, anche davanti a scenari sociali complessi.

Messaggio chiave della riunione: il Master non va solo ricordato o guardato di nuovo. Va riattivato nella pratica quotidiana, applicato prima su di sé, integrato con coerenza e presenza, e poi eventualmente messo al servizio di un gruppo più grande.
Dopo il video

Cosa fare adesso

1

Riguarda il tuo percorso

Osserva dove sei rimasto fermo: pratica quotidiana, tecniche Master, coerenza, messaggi di vita, prioritari o applicazione personale.

2

Riprendi l’applicazione

Non serve complicare: ricomincia da presenza, coerenza, doppia osservazione e lavoro ordinato sugli stress che emergono.

3

Chiedi supporto se serve

Se vuoi riattivare il Master online, candidarti ai ripassi in aula o capire il prossimo passo, confrontati con un facilitatore.

Usa questo passaggio solo se senti che ti serve orientamento, riattivazione o un confronto pratico sul tuo percorso.
Per chi sente una chiamata più concreta

Vuoi collaborare con RQI?

Alcuni Masteristi possono avere il desiderio di contribuire in modo più attivo: come facilitatori, dimostratori, collaboratori, divulgatori o figure di supporto al progetto. Non è per tutti e non va forzato: va verificato con lucidità.

Il Master non si riattiva da solo

Il valore del percorso non sta nel “sapere” le tecniche, ma nel tornare ad applicarle. Poco, bene, con continuità. Questo è il primo passo per rimettere in moto il lavoro.