La “Sovranità Individuale” applicata in Abruzzo: finalmente liberi da Tasse e Debiti?

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Stanno sempre più emergendo in rete singoli divulgatori e movimenti d’opinione i quali sostengono che il Sistema in sé, in particolare gli Stati nazionali e il nostro esserne «cittadini» (e «sudditi») in senso legale e materiale, siano frutto di un «artificio».

Una sorta di raggiro che avrebbe origine nel rapporto tra potere spirituale e potere materiale, tra Chiesa e Re prima, tra Chiesa e Stato poi, in cui chi ci comanda sarebbe autorizzato a prendere «proprietà» di noi al momento della nascita.

Ma ognuno di noi – almeno per chi ci «crede» – prima di essere un cittadino o un suddito è innanzitutto un’anima incarnata in un corpo. Il corpo di fatto non è «proprietario» dell’anima, destinata a lasciarlo dopo la morte, e tantomeno lo sono il Re o lo Stato, anche dopo aver «imbrigliato» il corpo attraverso l’iscrizione a un’anagrafe e averlo «identificato» attraverso l’emissione di un documento d’identità e di una tessera sanitaria.

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Ognuno di noi sarebbe quindi «proprietà» dello Stato, come un bene di proprietà di un’azienda, solo in virtù di una consuetudine (o «raggiro») che saremmo stati abituati ad accettare, senza metterlo mai in dubbio, e che non saremmo più abituati a riconoscere, proprio come scimmie addestrate a non salire sulla scala.

Per liberarsi da questo brutto «incantesimo» basterebbe padroneggiare stratagemmi comunicativi e «legali» coi quali svincolarsi dal Sistema e rendersi «Sovrani individuali», per riconquistare quindi la «proprietà» di se stessi e liberarsi di vincoli e obblighi (inclusi quelli di pagare debiti e tasse…).

Ma è davvero così semplice? Può davvero bastare una comunicazione «legale» a renderci «Liberi dal Sistema»? Come già chiarito nel libro “Liberi dal Sistema – la Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè”, il percorso per rendersi davvero indipendenti passa per una serie di «tappe» e deve affrontare tutti gli aspetti della vita umana: Sapere, Auto-Star-Bene, Alimentazione, Energia e Denaro. Nessuno può dirsi davvero libero se non è in grado di far fronte alla vita in maniera totalmente autonoma in ciascuno di questi ambiti, a maggior ragione se intende staccarsi «formalmente» dal Sistema, ad esempio rinunciando al proprio status di «cittadino» e «contribuente».

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Con quale coraggio potrei fronteggiare il Sistema se non fossi già tranquillo del fatto di poterne fare davvero a meno, in ogni aspetto della mia vita, per me e per i miei cari? Una domanda su tutte: potrei davvero rinunciare a essere un «cittadino» se non sono in grado di rinunciare completamente al Sistema sanitario, che si prende cura della mia salute e di quella dei miei cari? Sono davvero pronto a mettere a rischio letteralmente la mia vita nel Sistema, rinunciando a dialogare con esso in ogni aspetto della mia vita e della mia salute? Potrei davvero affrontare senza alcuna paura le ripercussioni che questa scelta porterebbe con sé (incluse visite a casa di gente armata in divisa…)? E con che dignità potrei smettere di farmi «sfruttare» dal Sistema per alcuni degli aspetti che non voglio accettare, e continuare a sfruttarlo per altri che invece mi fanno comodo?

Fermo restando che non può trattarsi di una comoda scorciatoia e che il cambiamento deve sempre passare per un percorso di lavoro su di sé, di presa di consapevolezza e di lavoro pratico per rendersi indipendenti in ogni ambito della propria vita, esiste un caso davvero interessante di applicazione concreta delle teorie sulla «Sovranità individuale», il primo al mondo da quello che mi risulta, ed è quello di una bambina abruzzese.

La notizia non è passata così inosservata, dato che è apparso qualche articolo sui quotidiani locali italiani. Una coppia abruzzese ha deciso di non «sottomettere» la propria figlia allo Stato italiano attraverso una complessa procedura alternativa di iscrizione all’anagrafe, basata sull’utilizzo di un «trust», un’entità giuridica tipicamente utilizzata per la protezione di patrimoni nel mondo anglosassone. Il 15 agosto 2014 i genitori, coadiuvati dai legali di un’associazione per la tutela dei consumatori, hanno concluso il loro iter burocratico, e pertanto la bimba (come riportato sul sito dell’associazione):

1) Non è stata ceduta con finzione giuridica occulta e d’ufficio allo Stato italiano;
2) Non è stata codificata, ovvero i genitori hanno restituito ufficialmente il codice fiscale attribuito d’ufficio alla piccola, evitando che venisse marchiata come un prodotto da supermercato con codice a barre senza concordare con i genitori l’uso che di detto codice lo Stato intende fare;
3) Non è stata vaccinata con i programmi delle vaccinazioni obbligatorie imposte ai neonati senza prova dell’effettiva necessità, ma solo per programmarli al consumo di medicinali […];
4) È stata blindata in un Trust contro ogni possibile aggressione personale giuridico-patrimoniale presente e futura da creditori che non siano annessi al Trust;
5) Non è stata sottoposta ad alcuna pratica civile o religiosa che ne preordini o condizioni la volontà futura da maggiorenne ritenendo, i genitori, che ogni scelta civile e religiosa debba essere frutto del libero esercizio della volontà di ogni essere umano, dopo il compimento della maggiore età, secondo il principio di «scelte libere in un mondo libero, nel rispetto delle regole universali che disciplinano l’equilibrata convivenza umana».

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Certo è che saranno quindi i genitori della piccola «Sovrana» a doversene prendere cura fino alla maggiore età, dandole tutto ciò che serve, e confrontandosi ancora – loro, come genitori – con il Sistema, e sapendo di non poter chiedere per la loro figlia nulla al Sistema stesso, se non «cedendo» parte della loro Sovranità. Come gestiranno la sua salute senza potersi appoggiare al Sistema sanitario, o la sua educazione senza poterla mandare alle scuole pubbliche? E come gestiranno le sue esigenze di muoversi e di viaggiare senza avere «documenti regolari»? Sicuramente per farlo dovranno essersi già resi Liberi dal Sistema e aver fatto quindi quel profondo percorso interiore – come quello che anche il Q Institute promuove – che porta a essere «Re del proprio Regno», sia in senso spirituale e che in senso materiale.

Confrontarsi per primi con queste domande è una scelta davvero coraggiosa e ammirevole di questi genitori, destinata a fare storia, che ha già attratto l’attenzione di migliaia di persone, e che potrebbe aprire la strada a un’alternativa concreta con cui il Sistema dovrà prima o poi confrontarsi, rinunciando al suo ruolo di «monopolista».

Quale sarà infatti la scelta della piccola Sovrana al compimento della maggiore età? Diventerà volontariamente una «cittadina» e «contribuente» dello Stato italiano, o sceglierà altre alternative, tra quelle che si saranno rese possibili nel frattempo? Starà a tutti noi contribuire perché lei e tutti i piccoli «Sovrani» (legalmente o meno riconosciuti) possano fare in futuro questa scelta.

Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

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