IL DENARO COME STIMOLO ALLA CRESCITA DELLA SOCIETA’

La crescita della società è la terza delle tre funzioni del denaro. Poco spiegata nei libri di economia, è in realtà quella che riveste importanza maggiore.

LE FUNZIONI DEL DENARO ALL’INTERNO DELLA SOCIETA’denaro-scambio

L’ esempio dell’Isola di Guernsey, rappresentava anche la terza delle tre funzioni del denaro. La prima, come abbiamo già visto qui, è agevolare gli scambi e fungere da misura del valore. C’è una divertente vignetta in merito. Un contadino chiede il conto in un bar e poi mette una mucca sul banco: “Avete da cambiare?”… Chiaramente è più comodo pagare in denaro che “in natura”.

La seconda funzione è quella di fungere da riserva del valore. Se sono un pescatore e voglio scambiare il mio pesce con altra merce, dovrò premurarmi di barattarlo quando è ancora commestibile.

La terza funzione, invece, è quella di rappresentare uno stimolo alla crescita della società. Infatti, dalla prima e dalla seconda funzione del denaro si evince che esso è il sangue dell’economia. Di conseguenza più ce n’è (entro certi limiti, che poi analizzeremo insieme), più l’economia crescerà. Quindi, la crescita del denaro in circolazione nell’economia di una società è il più importante stimolo alla crescita di quella società.

È questo quello che avevano compreso benissimo sull’Isola di Guernsey e che noi anche “in tempi di crisi” ancora stentiamo a capire.

Se non c’è denaro, come fai a produrre? A comprare? A scambiare? A progredire? A innovare?

E i pescatori dell’Isola di Guernsey avevano capito un’altra cosa: non è importante chi emetta il nuovo denaro, l’importante è che qualcuno lo faccia.

RILANCIARE L’ ECONOMIA trend-positivo

Se vogliamo rilanciare l’economia, ci deve essere del denaro in più che circola. Che poi lo stampi una  banca privata, una banca pubblica o un ente parastatale, non fa differenza. Basta che qualcuno emetta nuovo denaro in circolo.

E qui bisogna che soffermiamo la nostra attenzione su un altro punto. Come avevano utilizzato il nuovo denaro in circolo gli abitanti dell’Isola di Guernsey?

Avevano rifatto il porto, ristrutturato il mercato e rese nuovamente agibili le strade. Cose utili per la società. Avevano creato valore vero. Lo avevano impiegato nella sua totalità in quelle che noi oggi definiamo “attività produttive”.

Attività Produttive VS Attività Speculative

Mettiamo che qualcuno del Consiglio, con il nuovo denaro emesso, fosse andato invece al mercato di Guernsey e avesse comprato tutto il riso disponibile.

«Quanto costa un sacco di riso?»

«Una sterlina.»

«Bene, mi venda tutti i sacchi che ha. Glieli pago con queste banconote, appena emesse dal Consiglio dell’Isola.»

Poi, qualche giorno dopo, la gente sarebbe tornata al mercato, in cerca di riso da acquistare. Ma poiché tutto il riso era stato acquistato il giorno prima da un unico acquirente, il cereale sarebbe diventato un alimento introvabile.

«Mi spiace, di riso non ce n’è più, è finito ieri», avrebbe detto il mercante al cliente.

«Ma come? Io dovrei fare il supplì! Quanto costava?»

«Costava una sterlina al sacco.»

«Io gliene offro una e mezza, se mi trova un sacco di riso.»

«Ma le dico che di riso non ne ho più!»

«Gliene offro due, di sterline!»

«Ma è introvabile!»

«Davvero? Nemmeno se le offro tre, quattro… cinque sterline al sacco?»

Ed ecco che, chi aveva acquistato il riso il giorno prima, avrebbe potuto rivenderlo a un prezzo inflazionato rispetto a quello iniziale.

Come si chiama questo genere di attività? Si chiamano “attività speculative”. In questo modo, secondo te, il denaro riesce a mantenere un valore stabile nel tempo o no?

Certo che no! Perché i prezzi aumentano spinti dalla speculazione fatta col nuovo denaro.

positive-money-logoLO STUDIO CONDOTTO DA “POSITIVE MONEY”

E a tuo parere, qual è la percentuale di denaro sul totale prestato (cioè creato) dalle banche, che viene destinato a finanziare attività produttive?

Te lo svelo: solo l’8% del denaro prestato dalle banche è destinato ad attività produttive. Il restante 92% è destinato ad attività speculative o di pura compra-vendita. Il dato si riferisce al mercato inglese del 2012, ed è emerso da uno studio condotto dal movimento Positive Money. Si tratta un’associazione no-profit che ha lo scopo di sensibilizzare la gente sulla natura del denaro. Il suo fondatore si chiama Ben Dyson, che ho avuto il piacere di conoscere a Londra durante alcune delle sue conferenze.

A proposito dei prestiti concessi dalle banche private, c’è chi sostiene, dicendola con un eufemismo, che non sia proprio ottimale. Ad esempio nel 2010, l’ex governatore della Bank of England Mervyn King, negli stessi mesi in cui stava per rassegnare le dimissioni affermò: «Dei molti modi in cui organizzare il sistema bancario, il peggiore è quello che abbiamo oggi».

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Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

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