L’ INFLUENZA SUINA E’ UNA TRUFFA!

Altro caso storico di falsa informazione su un virus: l’influenza suina. Molti se la ricorderanno. Nell’aprile 2009, in Messico vi furono alcuni focolai di influenza sospetta, e subito partì l’allarme di “rischio pandemia”.

Tutti i media riportarono la notizia e il messaggio era chiaro: «Vaccinatevi, vaccinatevi, vaccinatevi».

Per fortuna si vaccinarono in pochi, perché anche quella fu praticamente una messa in scena creata ad hoc per l’industria farmaceutica.

INFLUENZA SUINA E LA DENUNCIA DI JANE BURGERMEISTER

Illustration of pig with Swine Flu.

A scoprirlo e denunciarlo pubblicamente fu la giornalista Jane Burgermeister, collaboratrice per diverse riviste scientifiche e quotidiani. In uno dei suoi articoli affermò che una casa farmaceutica – la Baxter – aveva “accidentalmente” contaminato con l’influenza aviaria 75 chili di vaccino anti-influenzale stagionale. Per poter poi vendere l’altro suo vaccino anti-aviaria, il Tamiflu, di brevetto esclusivo.

La fonte della giornalista fu un tecnico esterno della Baxter che, compreso ciò che stava succedendo, denunciò la cosa alla giornalista.

Secondo la Burgermeister, siccome a quel punto l’operazione della Baxter non era riuscita, l’azienda decise di dirottare il proprio mercato su un’altra patologia. Si trattava dell’influenza suina. Anche in questo caso tutto partì da uno stato di psicosi collettivo generato dalle notizie diffuse dai media.

Nel 2009, l’Organizzazione Mondiale della Sanità portò lo stato di allerta per l’influenza suina al livello 6, il massimo grado. Per la cronaca, il livello 6 equivale al rischio di pandemia mondiale. Nel settembre dello stesso anno, la denuncia della Burgermeinster venne archiviata. E da quel momento in poi la giornalista non scrisse più per alcuna rivista scientifica.

A ottobre ci fu un altro colpo di scena. L’OMS dichiarava di non avere dati certi sull’influenza suina.

«Sono stati eseguiti poco più di 10mila test, in tutto il mondo. Il test è ritenuto poco sensibile nel diagnosticare il virus ed è stato sospeso».

A novembre il ministro della salute polacco Ewa Kopacz definì il vaccino «una vera e propria truffa». Tutto ai danni degli stati e delle popolazioni a cui era stato proposto (e spesso venduto).

In Italia fu rilevato che la suina aveva provocato la morte nello 0,0038% dei casi, contro lo 0,2% dell’influenza stagionale. Aveva un centesimo di pericolosità rispetto alla comunissima influenza invernale!

Nel giugno 2010, il deputato inglese Paul Flynn presentò un rapporto nel quale concludeva la vicenda.

«L’allarme pandemia dell’influenza suina è stato fabbricato dall’OMS e dalle compagnie farmaceutiche per ragioni di profitto».

La commissione dell’OMS valuta la pericolosità delle malattie infettive e che determina l’allerta internazionale in caso di gravi rischi. Essa è composta da ricercatori e medici che lavorano anche per l’industria farmaceutica. Un bel conflitto d’interessi!

Nel 2010, comunque, la campagna pro-vaccinazione fu sospesa. Ma intanto in Italia erano già state acquistate – a spese dello Stato – 24 milioni di dosi di vaccino anti-suina. La maggior parte delle quali rimase inutilizzata. A livello globale, furono spesi 10 miliardi di euro in inutili vaccini.

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Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

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