DEBITO ED INTERESSI: COME CAMBIARE IL SISTEMA?

Tutto il nostro sistema è basato sul debito e sugli interessi per ripagarlo. Poichè non è così efficiente come vorremmo, cosa potremmo fare per cambiarlo?

Il primo passo che dovremmo fare è interrompere il meccanismo per il quale, ogni volta che creiamo nuova moneta, creiamo un debito che occorre ripagare con gli interessi.

 produrreLA REGOLA PER CAMBIARE IL SISTEMA ED ELIMINARE IL DEBITO

Seconda cosa, una volta che avremo una moneta che non produce debito, dovremmo cercare di utilizzarla non per attività speculative, ma per attività produttive. Ossia che producano valore e cose utili per la società. Il massimo sarebbe utilizzare la moneta per ridurre l’impatto ambientale. Quindi prevedere, ogni qual volta si debba effettuare un investimento economico, che tale investimento abbia come scopo quello di produrre qualcosa che migliorerà il nostro impatto sull’ambiente. Ad esempio: costruire pannelli solari, progettare vetture elettriche, sostituire tecnologie obsolete, investire in cultura… e via dicendo.

Ma devo fare tutto questo senza indebitarmi!

E per fare ciò, non servono miniere d’oro. Basterebbe cambiare una delle regole sulle quali si basa il sistema monetario.

Piccola parentesi: oggi non sono più la Commissione Europea o i Governi a gestire la regolamentazione del sistema monetario dell’Unione. Ma piuttosto la Banca Centrale Europea, che è stata delegata a questo compito proprio dalla Commissione Europea. A sua volta delegata dagli Stati nazionali.

Quindi, se volessimo cambiare il Sistema, basterebbe presentarci alla Banca Centrale Europea e proporre la nostra idea.  Dicendo ad esempio: «Guardate, per quanto riguarda l’emissione monetaria, da domani facciamo in un altro modo. Il denaro vecchio, rimane in circolazione, e va bene così. Per tutto ciò che riguarda l’emissione di nuovi soldi, decidiamo di metterli in circolo senza debito. Inoltre di utilizzarli per attività produttive, che abbiano un utile anche per ridurre l’impatto ambientale delle attività umane. Per stampare le nuove monete, ci vorrà sempre qualcuno che le stampi. Ma questo qualcuno deve essere un ente pubblico, che abbia a cuore gli interessi di tutti e non solo di una lobby di banchieri ».

Vi sembra una proposta strana?

LA BANCA CENTRALE (BCE) E’ UN ENTE PUBBLICO?download-6

Tutti abbiamo creduto che la Banca Centrale fosse un ente pubblico. Ma ora che hai capito che non è così, se dovessi andare alla BCE a fare la tua proposta, dove dovremmo andare? A Berlino? A Bruxelles? Molti nemmeno lo sanno, dove si trovi la BCE! Sappi che si trova a Francoforte.

In realtà, alcuni studi sul tema hanno già cominciato a circolare. Ad esempio, nel 2012 è uscito uno studio titolato “The Chicago Plan Revisited” ad opera di Jaromir Benes e Michael Kumhof. Si tratta di due ricercatori interni del Fondo Monetario Internazionale, i quali spiegano, nero su bianco, come cambiare il sistema di emissione monetaria. E di come questo possa risolvere la stragrande maggioranza dei problemi che affliggono oggi la nostra economia.

Lo studio

Il loro studio simula la rimozione delle funzioni di creazione monetaria da parte del sistema bancario e ipotizza una riserva al 100% per i prestiti. Eliminando così la riserva frazionaria: si presta solo quello che c’è in cassaforte.

In questo modo, i vantaggi sarebbero evidenti:

– Maggior controllo dei cicli economici e della disponibilità di credito;

Eliminazione del rischio di fallimenti bancari;

– Drastica riduzione del debito pubblico;

– Drastica riduzione del debito privato.

Grazie a una simulazione sull’attuale economia degli Stati Uniti, si è trovato riscontro positivo a tutte e quattro le affermazioni.

propostePROPOSTE, NON PROTESTE

Quello che serve per cambiare il Sistema sono movimenti di “proposta”, non di semplice “protesta”. Scendere in piazza per protestare è il primo utile passo, ma deve essere accompagnato da una proposta seria. Possibilmente semplice e chiara. A differenza nostra, gli amici inglesi sono più fortunati, perché se devono rivolgersi a qualcuno, sanno dove andare. E soprattutto quel qualcuno è vicino a loro: Westminster (il parlamento), la City di Londra (le banche) e la Bank of England (la banca centrale). Tutte queste istituzioni, si trovano nel raggio di qualche miglio l’una dall’altra.

Il miglior esempio internazionale è infatti quello di Positive Money, a Londra. In un anno e mezzo di lavoro Ben Dyson e i suoi supporters, con l’aiuto di ricercatori come Josh-Ryan Collins (NEF – New Economics Foundation) e Richard A. Werner (Southampton University) hanno messo insieme informazioni inconfutabili sul “problema”. Inoltre hanno elaborato una proposta di legge per una riforma monetaria, che riporti l’emissione monetaria in mano pubblica.

Questo disegno di legge bi-partisan è ora appoggiato da parlamentari di entrambi gli schieramenti (Michael Meacher, laburista, e Steve Baker, conservatore). In Italia, come potete capire, siamo un po’ più indietro. Ma dopo aver conosciuto personalmente Ben, Josh e il loro lavoro, so che qualcosa si può fare davvero.

Ci vogliono gli argomenti giusti e bisogna partire dal basso. “Think global, act local” è anche il mio motto. Ognuno di noi deve fare la sua parte, senza aspettare che arrivino i politici di turno o gli extraterrestri a risolvere i nostri problemi.

SISTEMI ALTERNATIVI AL DENARO/DEBITOalternative

Esistono decine di esperienze nel mondo di sistemi locali alternativi al denaro/debito. Monete locali (come il Totnes Pound e il Brixton Pound) e monete complementari (come lo SCEC).  LETS, sistemi di scambio locale che superano il vecchio concetto di baratto. Banche del Tempo e circuiti di “Barter” (baratto), come lo svizzero VIR, l’italiano Bexb e il sardo Sardex. Sono tutti esempi concreti che vanno studiati e applicati nella propria comunità locale.

Essi possono creare un’utile alternativa e integrare il sistema monetario attuale. Soprattutto nel malaugurato caso in cui un bel giorno questo vada “inaspettatamente” a gambe all’aria. Ma soprattutto esse rappresentano un modo per “ri-educare” la gente comune a pensare al denaro come un mezzo, non un fine. Dimostrando loro che il denaro/debito è solo uno dei modi per organizzare le nostre vite e i nostri “scambi”, e non certo il migliore.

Tuttavia, una riforma limitata a ripensare il modo in cui emettere il denaro non è sufficiente. Ci sono altri aspetti da considerare, primo tra tutti quello culturale.

Ipotizziamo che il Consiglio dell’Isola di Guernsey, una volta stampato il proprio denaro, lo avesse distribuito ai suoi cittadini senza chiedere ad essi di svolgere alcun lavoro in cambio. In fondo, l’obiettivo per cui il denaro veniva stampato era quello di ridare “linfa vitale” all’economia. Ipotizziamo quindi che ogni pescatore o mercante dell’isola avesse ricevuto una buona quantità di moneta. E che questa potesse essere utilizzata per il proprio benessere, a proprio piacimento. Come li avrebbe spesi?

Immagina di essere tu uno di quei pescatori o mercanti, e ambientiamo l’esempio ai giorni nostri.

Se ti dessero 10 mila euro al mese, da spendere liberamente, cosa ne faresti?

Diecimila euro al mese sono una bella cifra, ci si può anche concedere qualche lusso e magari sognare di essere un po’ più felici. Cosa faresti?

Un viaggio? Buona idea.

Oppure? Una vacanza in un centro benessere? Ma sì. Considera che con 10 mila euro vi puoi concederti l’uno e l’altro.

E se al posto di dartene 10 mila, te ne dessero 100 mila?

Centomila euro al mese, per tutti i mesi. Con quella cifra, ti costruisci la tua Spa.  Ci puoi mettete una finta cascata, di quelle che emulano l’effetto pioggia, e poi la sauna, l’idromassaggio e due o tre massaggiatori personali.

Oppure, se al posto del centro benessere preferisci viaggiare il mondo, ti puoi comprare una bella barca a motore da 15 metri, e solcare il Mediterraneo in lungo e in largo. Dall’Italia, potresti andare in Grecia via mare, invece che prendere l’aereo. Sarebbe molto più interessante.

Ma non basta. Proviamo a esagerare. Se ti dessero un milione di euro al mese? Tanto abbiamo deciso di emettere denaro senza debiti, basta stampare qualche banconota in più o, meglio ancora, entrare nel software della vostra banca e digitare dei numeri sul computer.

Un milione di euro: che cosa ci faresti con una cifra del genere?

Altro che un viaggio! Prima ci fate qualche vacanza nei luoghi che hai sempre sognato, poi, se ne trovi uno che ti aggrada più degli altri. Ritorni lì e ti compri una villona, da poterci soggiornare quando vuoi, senza dover prenotare l’albergo. Ipotizziamo che ti innamori dell’Egitto. Sai che fatica andare tutte le volte in Egitto via mare, in crociera? Meglio comprarsi un bell’appartamento a Il Cairo. Poi con un milione di euro si può anche corrompere le autorità locali e chiedere qualche permesso per costruire un attico con vista “piramidi”. E, se ad un certo punto ti stancassi dell’Egitto, potresti decidere di comprarti un isolotto intero, perché no? Come ha fatto Angelina Jolie per il suo compagno Brad Pitt, a Natale 2013: un regalino da 12 milioni di dollari.

E per arrivare sull’isolotto di vostra proprietà, ti serve costruire un porto adeguato, dove fare attraccare lo yacht. Quello che avevi già comprato quando avevi a disposizione 100 mila euro al mese. Dite che lo yacht è piccolo? Che problema c’è? Con tutti i soldi che hai sul tuo conto, ti puoi compare una barca da 80 metri, e il problema è risolto. E se un giorno ti stufassi di raggiungere il tuo isolotto via mare, è sufficiente che tu costruisca una piattaforma d’atterraggio per l’elicottero. Metterai alle tue dipendenze un po’ di “servitù”: il giardiniere, i responsabili del centro benessere, la cuoca personale, un paio di domestiche, il pilota dell’elicottero.

pacmanMORALE DELLA FAVOLA?

Vi rendete conto di cosa succederebbe se tutti avessero facilmente accesso alla ricchezza? Succederebbe che tutti vorrebbero il loro isolotto con il loro centro benessere, il porto privato e una squadra di dipendenti al proprio servizio.

Ora: quanti siamo sul pianeta Terra? Sette miliardi. Immaginate sette miliardi di isolotti con sette miliardi di centri benessere, sette miliardi di porti e sette miliardi di barche da 80 metri e almeno 70 miliardi di servitori. Vi pare plausibile uno scenario del genere?

Un esempio più vicino al nostro vivere quotidiano.

Se a tutti i sette miliardi di individui che vivono oggi sulla Terra dessimo un iPhone, un Suv e una villetta, che fine farebbe il nostro pianeta, dopo il primo mese di erogazione di fondi gratuiti a tutti gli esseri umani? Finirebbe e basta. Game over. Risorse finite. Le materie prime, gli ecosistemi, gli equilibri ambientali del nostro pianeta sarebbero compromessi in pochissimo tempo. Probabilmente, dopo pochi mesi non ci sarebbe più nemmeno il silicio per produrre i microchip dei telefonini.

Quindi c’è un serio motivo per cui nessuno a fine mese intende erogare a tutti un milione di euro da spendere per il proprio benessere. E qual è il motivo? Che ci faremmo solo dei danni. In troppo pochi ancora stanno cominciando a capire che bisogna usare con attenzione le risorse del Pianeta. I più non ci pensano: usano le risorse in base alla loro disponibilità di soldi. Senza porsi il problema che la disponibilità di risorse non sarà sempre tale, a prescindere dai soldi per poterle comprare.

La questione, dunque, non è creare denaro per fare qualcosa di buono, il problema è capire cosa sia buono fare con quel denaro, perché la maggior parte di noi, se avesse due soldi in più, li spenderebbe davvero male.

E allora, se rifletti attentamente, è un bene che gli isolotti se li possa comprare solo qualche star di Hollywood.

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Articolo estratto dal libro “Liberi dal Sistema – La Guida per Cambiare il Mondo Partendo da Sè” di Enrico Caldari.

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